06/09/09

Museo Paleontologico di Palena

Mi piacerebbe ora iniziare un nuovo e interessante viaggio lungo l'Italia alla ricerca di musei e fiere per appassionati paleontofili. Durante queste vacanze estive appena trascorse ho avuto l'opportunità di visitare un bel museo geopaleontologico ospitato nel bellissimo castello ducale nel paesino di Palena, ai piedi della Maiella.
Il Museo è ricco di fossili sia locali sia reperti provenienti da tutto il mondo.
E' suddiviso in tre sale: la sala della conoscenza con tavole dedicate all'evoluzione della vita attraverso i fossili delle diverse ere geologiche, qui è possibile ammirare la mandibola di un esemplare di Mammuthus meridionalis, nel settore dedicato ai mammiferi del Quaternario,
la sala dell'Aventino con i reperti propri del territorio, Monte Porrara e La Maiella: sono esposti in questa sezione molti organismi tipici di scogliera (coralli, gasteropodi, rudiste) o di mare profondo (pesci).
La bellissima fossilizzazione dei siti paleontologici ha fatto si che dalle rocce emergessero dei pesci con un grado di conservazione eccellente e di una varietà strabiliante.
Il nucleo del Museo lo troviamo nella sala Palena dove oltre a tanti reperti fossili di 7 milioni di anni fa, si trova uno spettacolare scheletro (pressoché intatto) di un piccolo mammifero oggi estinto, esistito oltre che in queste zone, in Russia, il PROLAGO.
Per i visitatori più giovani è prevista una piccola sala con giochi didattici sulla composizione delle rocce e su vari processi geologici: è quasi un obbligo per chi è arrivato fin qui accompagnare i propri figli a visitare il MOM, il bellissimo Museo dell'Orso Marsicano che si trova nel bosco Sant'Antonio, sempre a Palena. Vi troveranno ovviamente tante informazioni sull'orso, sul suo habitat naturale ma tantissimo è stato ideato in queste sale per illustrare bene quali sono gli effetti delle cattive abitudini dell'uomo e mai troppo si fa in questo campo per salvaguardare la nostra terra.

02/08/09

Nascita della Paleontologia

Immagino quanto la mente umana possa aver fantasticato su degli oggetti così “particolari” come i fossili, come su di essi possa essersi riversata l’ignoranza dei nostri avi, le paure di fronte all’ignoto, lo stupore delle passate generazioni. Solo delle menti geniali avrebbero potuto intravedere un origine naturale di un oggetto così freddo e privo di vita, che in effetti la tradizione aristotelica riconduceva ad una origine inorganica. Diversi studiosi cominciarono a considerare i fossili come i resti dell'inondazione del Diluvio Universale. Leonardo andò oltre intuendo che il fossile era sì di origine naturale, ma era sopravvissuto ed arrivato fino ai tempi nostri grazie al lavoro dei sedimenti e del tempo: egli diventerà il pioniere della stratigrafia, dello studio della successione degli strati rocciosi.

Il codice Hammer (ex Leicester) è il manoscritto che ci tramanda gli studi geologici di Leonardo ora di proprietà di Bill Gates che se lo è aggiudicato alla modica cifra di 48 miliardi delle vecchie lire nel 1994.

Bisognerà comunque aspettare il settecento per vedere introdotto nel mondo accademico l'insegnamento delle scienze della terra: l'Università di Padova accolse la collezione privata di fossili e minerali di Vallisneri e introdusse il corso triennale di Ad Naturalem Historiam, comprendente anche lezioni di Geologia, Mineralogia e Paleontologia. Siamo negli anni 1859-1860.

Vedremo in un prossimo post l'evoluzione della Paleontologia fino ad oggi.


25/07/09

Come nasce un Fossile

Vorrei partire dall'inizio di questo lungo e magnifico viaggio che porta alla nascita di un fossile. Moltissimi di voi conoscono già bene il fenomeno della fossilizzazione, ma mi sembra inevitabile ripercorrere queste tappe salienti del “percorso” del fossile e cercherò di farlo nel modo più semplice possibile rischiando di risultare banale forse, ma non complicata, spero.
Si tratta di un evento molto raro, solo una piccolissima parte degli organismi che hanno vissuto sulla nostra terra ha avuto la fortuna di arrivare fino a noi.
Come ben sappiamo quando un organismo muore, inizia un processo inevitabile che ha nome decomposizione: le parti molli dell'organismo si dissolvono per opera dei batteri favoriti dall'ossigeno che è presente nell'aria, mentre tendono a restare intatte le parti dure dell'organismo, quali lo scheletro, i denti, i gusci. Sono queste le parti che generalmente, se vengono a trovarsi in un ambiente favorevole come potrebbe essere quello subacqueo, nel corso di milioni di anni, sono piano piano rimpiazzate da altre sostanze più resistenti., per esempio da minerali quali calcite, aragonite, pirite, ecc ..
Avremo modo di conoscere meglio diversi processi di fossilizzazione, quali carbonizzazione, incrostazione, distillazione.... per ora mi limito a riprendere l'interpretazione della fossilizzazione come di una lunghissima sfida tra le forze distruttive e quelle conservative, una lotta lunghissima dove spesso hanno la meglio i batteri che distruggono l'organismo, le correnti marine che lo portano via; a volte invece l'organismo viene seppellito, lascia la biosfera, entra a far parte della litosfera, e se le condizioni continuano ad essere favorevoli inizia il cammino lunghissimo, geologico della fossilizzazione.
A volte sono delle catastrofi naturali che accelerano questo processo, sottraendo gli organismi con violenza al loro ambiente, per esempio nel sito fossilifero di Bolca (Verona) o in quello di Mondaino (Rimini), dei quali parlerò più dettagliatamente in futuro.
Per ora mi fermo... ma tornatemi a trovare ... cercherò di essere più paleontologica!

21/07/09

I Bambini e i Fossili

I bambini sono affascinati dalla natura, dagli animali. Soprattutto gli animali riempiono il loro mondo di giochi e voglia di novità, siano essi animali viventi o animali ormai estinti. Quale bambino non ha spalancato gli occhi di fronte ad un disegno rappresentante un dinosauro? Quale non vorrebbe sapere tutto quello che si nasconde dietro un reperto paleontologico? Il mondo dei fossili rappresenta per molti di essi una vera miniera di curiosità con i suoi rimandi continui ad un passato che non esiste più ma sul quale si può fantasticare liberamente o sul quale ci si può documentare leggendo i libri scolastici. Allora teniamo sempre vivo l'interesse dei nostri piccoli con visite a mostre, fiere e/o a anche a musei naturali sempre più propensi a istruire un pubblico infantile anche avvalendosi di laboratori, diorami o film tridimensionali che riescono con l'immagine e la manualità a far rivivere come per incanto il tempo passato. O ancora invogliamoli a cercare sul campo il fossile, sempre nel rispetto delle leggi vigenti del paese in cui ci troviamo, fotografarlo nel suo sito naturale dopo aver camminato su sentieri di montagna abbinando così la scoperta ad una sana passeggiata in mezzo alla natura. Avremo comunque modo di parlare dettagliatamente in futuro di questi percorsi didattici in post ad essi dedicati.